Domenica 3 luglio 2022. Domenica XIV del Tempo Ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 2 Luglio 2022 alle ore 18 nella Chiesa di San Matteo.
Santa Messa festiva Domenica 3 Luglio 2022 alle ore 11 nella Chiesa di San Donato.

PREGHIERA
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità della sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna.

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
Il profeta rinnova la promessa della prosperità a coloro che sono ritornati dall’esilio di Babilonia, per riaccendere la speranza e nella speranza rinnovare l’impegno della ricostruzione. Gerusalemme è come una madre che consola i propri figli perché sperino nelle promesse di Dio.

Dal libro del profeta Isaìa
Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi»

SALMO RESPONSORIALE
Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!».

«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.

Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che solo la croce di Gesù è fonte di speranza per rinnovare l’impegno a vivere da nuove creature e si propone come nostro esempio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

VANGELO
Il brano del Vangelo continua la formazione dei discepoli di Gesù.
La missione, la preghiera e un comportamento di pace sono le caratteristiche fondamentali che Gesù insegna ad ogni suoi discepolo di ogni epoca e di ogni cultura.

Dal vangelo secondo Luca
[In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.] Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

OMELIA

Il brano del Vangelo ci presenta le istruzioni che Gesù dà ai suoi discepoli perché siano capaci di incontrare gli altri e di annunciare il messaggio del Vangelo.
Queste istruzioni ci aiutano a conoscere le qualità che Gesù richiede ai suoi discepoli perché sappiano incontrare con amore tutti gli altri.

  • i 72 discepoli: gli ebrei credevano che le nazioni dell’umanità fossero 72. Gesù manda a incontrare tutti senza escludere nessuno.
    Andare a incontrare o incontrare ricevendo è la stessa cosa. La qualità richiesta è l’accoglienza senza barriere e senza discriminazioni.
  • a due a due: incontrando gli altri si porta un’esperienza di incontro. E’ l’esperienza della comunità cristiana perché nella comunità i compagni di viaggio si ricevono in dono, non si scelgono.
    -Pregate: per vivere con amore il rapporto con il prossimo ci vuole tanta fede che bisogna chiedere al Signore nella preghiera.
  • come agnelli in mezzo a lupi: la dolcezza e la misericordia devono essere sentimenti costanti di fronte a tutte le situazioni. Sembra di essere disarmati, senza borsa, sacca, o sandali, ma l’arma che vince la violenza e il sopruso è solo la non violenza.
  • pace a questa casa: i discepoli di Gesù portano sempre e comunque la pace, quella pace che cercano di vivere in ogni rapporto interpersonale perché è basato sul perdono e la misericordia.
    -guarite: il dono di un rapporto interpersonale fondato sull’amore è la medicina che guarisce la più grave di tutte le malattie: l’egoismo.
    Queste riflessioni possano aiutarci nel cammino della vita per essere annunciatori del Vangelo anche senza parole.
    Credo che oggi ci venga richiesto questo!
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