Domenica 2 agosto 2026, XVIII del tempo ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 1 Agosto 2026 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 2 agosto 2026 alle ore 11 nelle chiese di Santa Maria di Castello e San Donato.

PREGHIERA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato.

PRIMA LETTURA
Dio vuole stabilire una nuova alleanza con il suo popolo, un’alleanza alla quale tutti possono partecipare. L’unica caratteristica che si addice a tale alleanza è la gratuità.
Dio offre i suoi doni gratuitamente, richiede solo di andare da Lui a prenderli, tutti sono capaci di fare questo, basta volerlo.

Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».

Salmo Responsoriale
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

SECONDA LETTURA
Il dono più importante che ci ha fatto Gesù è l’amore del Padre che si manifesta in Lui. Nessuna creatura potrà mai toglierci questo dono. Questo annuncio è salutare contro le tante paure che incombono su di noi e che a volte hanno il sopravvento nella nostra vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

VANGELO
Dopo averci parlato in parabole del Regno, Gesù compie i segni di questo Regno.
Il primo è la moltiplicazione dei pani.
Chi appartiene al regno ha a cuore la giustizia tra le persone e sa che solo Gesù sazierà questa fame materiale e spirituale.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

OMELIA
Dopo averci insegnato attraverso le parabole ad essere suoi discepoli, Gesù in questa domenica ci dà l’esempio delle scelte che dobbiamo compiere per seguirlo.
Nel brano che abbiamo ascoltato Gesù ci dà l’esempio di essere prima di tutto una persona prudente. Ha saputo che Giovanni è stato ucciso, non vuole rischiare la sua missione e la sua vita e allora si rifugia nel deserto.
Nel catechismo abbiamo studiato le quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. La prudenza è la virtù, cioè l’abitudine buona, che ci aiuta a compiere scelte che mirano al vero bene nostro e del prossimo. Dice il catechismo:
“Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali alle situazioni particolari decidendo il bene da fare e il male da evitare” (1806).

Gesù quando incontra la folla sente compassione e guarisce i malati.
La compassione sgorga dall’accoglienza al prossimo che noi possiamo fare dando spazio nel nostro cuore fermandoci e ascoltando. Certamente non possiamo avere la risposta e la soluzione per tutto, ma in tante situazioni è sufficiente l’ascolto e un sorriso.

Con il terzo insegnamento Gesù ci interpella più direttamente e fattivamente: ”Voi stessi date loro da mangiare”.
L’invito di Gesù è a far crescere nel nostro cuore il senso di giustizia e rispetto universale che si concretizza nel far bene e onestamente il proprio dovere e nella generosità verso chi si trova in necessità.
Credo che Gesù ci chieda di non sentirci la coscienza tranquilla quando facciamo piccole opere di bene perché con un’attenzione più viva possiamo fare sempre più e sempre meglio.

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